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Scritto da Massimiliano Romiti, Coordinatore nazionale Vp
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venerdì 11 aprile 2008 |
Carissimi membri e simpatizzanti di Volontà Popolare,
si parla molto di «voto utile» in questa campagna elettorale. Io credo che il voto utile non sia quello dato al PD a al PDL, dato che rappresentano gli stessi interessi e lo stesso vecchio, disastroso, spendaccione, inciucione, verticistico modo di fare politica. Chiunque vinca, gli italiani avranno comunque perso. Allora io credo che l'unico voto utile sia quello che possa far sentire alla «Casta» che la società civile c'è e che siamo pronti a mandarli a casa. Per questo è importante votare per liste civiche fuori dalla logica dei partiti, aperte alla partecipazione dei giovani, con un codice etico chiaro e vincolante ed un programma innovativo e coraggioso. Se queste liste saranno relegate all'1-2% il messaggio che invieremo alla «Casta» è che possono continuare a banchettare allegramente e a dissanguarci dato che la società civile non è in grado di reagire. Sarebbe tutto diverso se invece le liste alternative ai partiti riscuotessero un buon successo elettorale. Il messaggio sarebbe chiaro e i politicanti dovrebbero necessariamente tenerne conto nella loro azione di governo, onde evitare di essere defenestrati alle prossime elezioni amministrative. Quindi l'unico modo utile di utilizzare il nostro voto è indirizzarlo contro i partiti e per il rinnovamento della politica.
Noi riteniamo che la lista che meglio rappresenta questo auspicato rinnovamento è la lista «PER IL BENE COMUNE», www.perilbenecomune.net.
Il consiglio che vi diamo è di votare e far votare la lista «PER IL BENE COMUNE».
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Scritto da Dott. Umberto Amiti, Volontà Popolare
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mercoledì 02 aprile 2008 |
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  Cari amici elettori, a costo di essere trito e ritrito, non posso non ritornare sull’argomento delle prossime elezioni politiche. Andremo a votare con una legge elettorale truffa, escogitata a suo tempo da un individuo che pensava soltanto a tutelare i suoi interessi personali e della sua casta, da un individuo a cui il dettato costituzionale non permette di fare determinate cose e lui in modo dispotico-stalinistico aggira la norma e se la regola a suo piacimento.
Ma ci rendiamo conto che nella patria del diritto andremo a votare espropriati del diritto di eleggere i nostri parlamentari? Ma ci rendiamo conto che i parlamentari che nei prossimi anni legifereranno per il nostro paese saranno tutti uomini graditi al Berlusconi,al Veltroni, al Fini, al Giordano ecc.? Rendiamoci però anche conto, che tutto questo è stato voluto dal solo Berlusconi il quale ha rifiutato la mano a lui tesa da altri leader politici affinché si cambiasse questa legge elettorale e si andasse a votare con una legge elettorale degna di un paese civile, ma nulla è servito, neanche le pressanti indicazioni che arrivavano dalla chiesa cattolica per agire in tal senso.
Amici elettori, andremo a votare con una legge elettorale anticostituzionale, amici elettori queste elezioni sono incostituzionali, sono antidemocratiche, sono contro l’uomo, sono contro natura, sono illegali. Amici elettori, non permettiamo al Berlusconi di impadronirsi della nostra bella Italia, dimostriamogli che in democrazia nessuno è al disopra della legge, in democrazia la legge impera.
Le leggi fatte per salvare il presidente della Repubblica, per salvare i presidenti dei due rami del Parlamento per salvare il presidente del Consiglio, per salvare il presidente della Corte costituzionale sono leggi che non devono avere dimora nel paese che al mondo intero ha insegnato il diritto.
Amici elettori, cerchiamo di scrollarci da dosso questi miseri individui e come dice il Beppe Grillo mandiamoli a casa con una pedata nel sedere.
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Scritto da Presidente Volontà Popolare
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mercoledì 27 febbraio 2008 |
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Siamo purtroppo alle solite. Veltroni, il nuovo che avanza (io direi il vecchio che resta), ha iniziato la sua campagna elettorale all’insegna della totale trasparenza, come d’altronde è stato per la sua elezione a segretario del PD (riducendo le primarie ad una buffonata). Girano già i primi nomi scelti tra la cosiddetta società civile: nomi scelti per la grande conoscenza dei problemi del nostro paese, persone che hanno in mano il polso di questa situazione drammatica, che conoscono perfettamente i problemi dei lavoratori, degli anziani, della sanità pubblica, dei trasporti, della scuola, della perdita di potere d’acquisto degli stipendi. Giustappunto la scelta è andata su persone che vivono giornalmente tali gravi problemi. Veniamo ora ai nomi che si affacciano all’orizzonte: Benetton, rampollo di una delle famiglie più ricche del paese; Colaninno, figlio dell’ex proprietario della Telecom, oggi a capo della Piaggio e con le mani in pasta dappertutto. Il ragazzo, sicuramente per meriti suoi e non del padre, è presidente dei giovani di Confindustria. Barilla, figlio del proprietario dell’azienda che giornalmente ci fa sognare con il mulino bianco; Artoni, quella bella ragazza ex presidente, sempre per meriti suoi, dei giovani industriali e figlia del proprietario di una delle più grandi aziende di trasporti del paese; Rossella Sensi che divide la sua vita tra la Roma calcio ed i vari interessi del padre, in particolare petrolio e immobiliare. Questi giovani rampanti sono certamente tra i più ricchi d’Italia, ma chi ha stabilito che i figli dei ricchi sono i più adatti a prendere in mano le redini di un paese? In questa italietta, i posti chiave del paese sono ereditati per meriti di discendenza. Questo fatto era perfettamente normale nelle monarchie, ora fortunatamente consegnate quasi tutte alla storia, accadeva ed accade tuttora nei regimi totalitari. In un paese già profondamente ferito nel suo sistema democratico da questa legge elettorale indecente, ci si aspettava quantomeno un comportamento più rigoroso nella scelta delle candidature, anche per rispetto dei cittadini che ancora credono nella democrazia. Io spero che gli italiani comprendano che se non saranno loro, se non saremo noi, a riprendere in mano il paese con il voto, unico strumento che ci hanno lasciato – ma la preferenza se la sono già ripresa -, si continueranno ad acuire le disparità di trattamento tra noialtri «poveracci» e i «nati bene». Ci saranno sempre più persone povere che vivono una vita disumana e piena di stenti, mentre i nati bene saranno sempre più ricchi ed arroganti. La grande industria, le banche, i potentati economici non si accontentano più di tirare le fila della politica dall’esterno, ora vogliono entrare nella gestione diretta anche del potere politico. E noi?.......Carne da macello.
E il «Popolo della Libertà»? Ha deciso di togliere qualche condannato dalle liste ma...bada bene che c’è il trucco...tranne i «perseguitati politici». Secondo loro in Italia ci sono perseguitati politici. Come nel Cile di Pinochet. Questo è il rispetto delle istituzioni del candidato premier Berlusconi. Fate vobis.
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