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Sezione dedicata alla consulenza editoriale curata da Vera Ambra, grazie alla sua pluridecennale esperienza in materia può offrire la sua consulenza riguardo lo stile e la giusta presentazione da dare ai testi.
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Grazie Vera...
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è il sogno che rende partecipi parecchi autori, giovani o meno giovani che siano...
... Benvenuti in Autori emergenti,
un sito che vorrebbe essere una sorta di palestra di scrittura, cercando in primo luogo di dare uno spazio a chi non lo ha mai avuto, pubblicando on line stralci dei propri lavori, ma l’obiettivo del progetto è quello di poter creare, attraverso le esperienze di ciascuno, un punto di riferimento per i giovani autori.
Arrivare a coronare il sogno di vedere pubblicato qualcosa di nostro da parte di un editore, sappiamo bene non è cosa facile.
Molto spesso spesso però, obiettivamente, dobbiamo essere così umili da saper rivedere il nostro stile di scrittura, in molti casi così com’è non va.
I motivi possono essere molteplici: si punta tutto sulla sostanza del racconto tralasciando la forma, il racconto risulta essere prolisso e poco sintetico, tutti errori in buonafede che però ci fanno già partire con un approccio sbagliato nei confronti dell’editorìa.
Prima di arrivare a parlare nello specifico del mondo editoriale, che molto poco conosco, vale la pena per tutti credo, soffermarsi su come possiamo migliorare il nostro modo di scrivere.
A questo proposito, segnalo a chiunque sia interessato la collaborazione con Vera Ambra, che offre un servizio di consulenza editoriale gratuita, per saperne di più puoi guardare qui:
consulenza editoriale.
Scrivere può diventare una forma di espressione artistica, ma prima di ogni altra cosa scrivere è comunicare.
Se non siamo in grado di comunicare in modo adeguato, partiamo con maggiori difficoltà.
Anche dalla semplice punteggiatura, dal rispetto che poniano in essa, poi la capacità di sintesi, l’abilità di strutturare uno scritto, tutto ciò che può portare un testo ad essere meglio recepito da un potenziale editore.
Vale la pena di soffermarsi su questo punto: inviare i propri manoscritti alle case editrici, dovrebbe essere frutto di una attenta selezione, inutile perdere tempo e farlo perdere agli altri.
Inviarli tanto per provarci, non serve a nulla.
Al contrario, l’invio di un testo deve essere curato nei dettagli come quando si presenta una tesi ad esempio.
Lo stesso impegno, la stessa cura, le stese attenzioni sia nella forma che nel contenuto.
Prima di tutto, e non mi fraintendete, dobbiamo imparare a scrivere.
Imparare a sintetizzare, a dare la giusta impronta stilistica, la corretta rilevanza, imparare a fare della grammatica un’arma vincente, un meraviglioso strumento di comunicazione.
Non deve assillare l’idea di proporre il manoscritto subito ed a tutti i costi.
La nostra concentrazione deve essere indirizzata a migliorare al massimo delle nostre potenzialità il nostro lavoro di scrittura, il bel mestiere di scrivere.
Solo quando avremo letto, riletto, rivisto il testo scritto, avvalendoci anche della collaborazione esterna perchè il nostro giudizio sarà sempre di parte in ciò che facciamo, solo dopo potremo iniziare a sottoporre il lavoro alle case editrici che si rendono disponibili a prenderne visione.
Quando andremo a sottoporre un lavoro ad un editore, dovremo essere orgogliosi di quanto scritto, perchè certi di non poter fare di meglio, perchè certi che avremo dato fondo a tutte le nostre risorse per presentare il nostro lavoro nel miglior modo possibile, dando fondo a tutte le nostre risorse.
Questa è la prima garanzia di serietà che un editore si può aspettare da noi.
Inoltre, non serve pubblicare a tutti i costi: ovvero, se decidete di pubblicare a vostre spese, vi siete davvero chiesti perchè lo fate?
Pensate che qualche editore più grande possa notare il vostro libro e proporvi un contratto?
Se arrivate ad autoprodurre la vostra pubblicazione, avrete quasi certamente provato a sottoporre a valutazione il medesimo testo alle case editrici che poi lo hanno rifiutato:
forse se lo hanno rifutato un motivo c’è, perchè pubblicarlo comunque ed a vostre spese?
Lungi da me il criticare per il puro gusto di farlo.
Ma se siete su questo sito, probabilmente non siete così affermati, probabilmente siete perfetti sconosciuti come lo sono io, ciò non toglie che non si possa arrivare a creare, magari insieme, qualcosa di buono.
Personalmente amo scrivere, non riuscirei a rinunciare nemmeno se sapessi che nessun editore al mondo pubblicherà mai qualcosa di mio.
Scrivere è necessità di comunicare, prima di ogni altra cosa, pensare alla pubblicazione, deve arrivare poi.
Non è mia intenzione demoralizzare nessuno, al contrario: uniamo con umiltà le nostre forze, confrontiamoci sul nostro modo di scrivere, affinchè lo si possa migliorare.
Molti di noi, io compreso, hanno sottoposto diverse volte i propri lavori alle case editrici, senza un nulla di fatto:
iniziamo a pensare dove possiamo migliorare noi, personalmente sono certo di avere sbagliato qualcosa, e sono sicuro di voler migliorare.
I discorsi delle lobby, delle raccomandazioni, lasciateli a chi non ama abbastanza la scrittura, sono considerazioni che non ci riguardano, e non portano a nulla.
Impariamo a contare solo sulle nostre forze, impariamo a migliorare le nostre capacità di comunicazione attraverso la scrittura.
Se un autore scrive bene, e scrive qualcosa di interessante, presto o tardi viene notato, ne sono certo.
Nemmeno un buon scrittore affermato si deve sentire arrivato, deve sempre cercare di migliorare il proprio stile, arricchire il proprio sapere, più argomenti conosce maggiori concetti potrà comunicare.
Una buona dose di fiducia in noi stessi, fiducia che deve arrivare unicamente da una direzione: la passione che proviamo per la scrittura, questa deve essere la nostra prima maestra.
Grazie alla passione possiamo raggiungere la consapevolezza di poter migliorare.
La fiducia in me stesso la ricavo dal fatto che ho ancora molto da imparare:
questo non è un eccesso di umiltà, ma al contrario sono certo che i miei limiti hanno ancora un ampio margine di miglioramento.
La consapevolezza di avere sempre qualcosa di nuovo da imparare, alimenta la passione che provo per la scrittura.
La mia passione è ben lontana dall’esaurirsi, mi auguro sia così anche la vostra.
Accantoniamo per un attimo l’obiettivo della pubblicazione: concentriamo i nostri sforzi a migliorare concretamente il nostro modo di scrivere.